Pensavo a come si riesce a far passare anche le cose che al momento sembrano insuperabili..
Penso sia merito del cervello umano e della sua parte sconosciuta e primordiale che gestisce “l'amor proprio” o “istinto di sopravvivenza”.
Mi spiego meglio: un evento spiacevole che accade ad una persona, al momento può sembrare una disgrazia insormontabile, ma se la persona sceglie (o non riesce a non scegliere) di proseguire, dopo il fatto si rende conto che è ancora viva ed ha di conseguenza ancora molto da fare.
Il bivio si pone di nuovo..
Scelta distruttiva o costruttiva? Non pretendo di dare un giudizio. Entrambe sono accettabili e attuabili in base allo lo stato d'animo di ognuno..
E' sempre possibile cambiare atteggiamento “...Yes there are two paths you can go, but in the long road there's still time to change the road you're on...” diceva una canzone, e che posso dire, è già tutto scritto li..